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Codice (teoria dell'informazione)
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top
Il mwcqcodice, nella mwcgteoria dell'informazione, e specificatamente nelle mwcwtelecomunicazioni, nell'mwdaelettronica e nell'mwdqinformatica, Γ¨ un sistema di segnali, mwdgsegni o mwdwsimboli convenzionalmente designati per rappresentare un'mweainformazione.
Contents
β’ Significati
β’ ProprietΓ
β’ Esempi
β’ UtilitΓ
β’ Codice di GΓΆdel
β’ Note
β’ Voci correlate
β’ Altri progetti
ββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββββ
Significati
Il termine codice viene usato con due significati:
β’ mwfgprocedimento di codifica, riguarda la modalitΓ seguita per assegnare univocamente ad ogni elemento dell'insieme da rappresentare una stringa che lo rappresenti. In questo significato, il codice Γ¨ la forma prestabilita che assume un messaggio nel momento in cui viene trasmessocite-ref-1[1];
β’ mwhainsieme delle codifiche, denota l'insieme delle stringhe rappresentative (questo Γ¨ il significato utilizzato nella branca della matematica chiamata mwhqteoria dei codici (v. mwhg94-XX).
Un codice si dice efficiente quando utilizza un numero di simboli strettamente necessario per codificare l'informazione, mentre all'opposto si dice ridondante quando usa un numero di simboli abbondanti, e quindi piΓΉ di quelli necessari, ma utili per semplificare la generazione e la interpretazione delle informazioni.
Definizione formale
Sia mwigS un insieme finito di elementi detto mwiwalfabeto del codice, come ad esempio le due facce con una moneta (T, C). Un insieme mwjaA di sequenze costruite giustapponendo uno o piΓΉ elementi di mwjqS Γ¨ un codice. Ogni elemento di mwjgA Γ¨ una parola del codice e il numero di elementi dell'alfabeto usati per costruirla ne indica la lunghezza. PerchΓ© un codice abbia utilitΓ e senso, tuttavia, dev'essere associato con qualche meccanismo controllabile (formula, algoritmo, elenco ben definito, ...) a un insieme di possibili dati che deve rappresentare fedelmente e dunque averne la stessa mwjwcardinalitΓ . Per esempio, l'insieme {T, C, TC, TT} Γ¨ un codice e puΓ² essere usato come codifica dei numeri 0, 1, 2, 3.
ProprietΓ
Giustapponendo piΓΉ parole del codice si ha un messaggio costruito su tal codice, come ad esempio TTC o TCTC. Dipendentemente dal fatto che un qualsiasi messaggio possa essere scomposto in modo che esista un'unica serie di parole del codice che la compongano il codice si dice univocamente decodificabile o meno. Il codice di cui sopra non Γ¨ univocamente decodificabile poichΓ© il messaggio TT potrebbe essere scomposto come la ripetizione 2 volte della parola T o la parola stessa del codice TT. Al contrario, {C, TC, TTC, TTTC} Γ¨ un codice univocamente decodificabile.
Un codice in cui tutte le parole hanno la stessa lunghezza si dice mwkwcodice a blocchi o in caso contrario codice a lunghezza variabile. Altre proprietΓ di un codice sono la capacitΓ di mwlqcorreggere errori, comprimere i messaggi, essere mwlglineari o meno, essere utilizzabili in mwlwcrittografia o essere istantanei. Lo studio dei codici in maniera sistematica come elementi fondamentali per la mwmateoria dell'informazione e della trasmissione Γ¨ nato nel mwmq1948 con il lavoro di mwmgClaude Shannon.
Esempi
Un esempio tradizionale di codice Γ¨ il mwogMorse, appartenente alla mwowcodifica di caratteri e utilizzato nei primi tempi della mwpatelegrafia (mwpq1840): in esso, ad ogni lettera dell'mwpgalfabeto latino (l'insieme di informazioni da rappresentare) viene assegnata una sequenza di punti e linee (gli elementi dell'alfabeto usato per la codifica).
Altre esempi di codifica sono la mwqacodifica digitale di un mwqqsegnale mwqganalogico ovvero la mwqwconversione analogico-digitale, la mwracodifica di sorgente e la mwrqcodifica di canale.
UtilitΓ
L'unicitΓ della rappresentazione gioca un ruolo cruciale in tutte le applicazioni della codifica (il procedimento di trasportare gli elementi dalla rappresentazione di partenza a quella definita dal codice) e di decodifica (l'inverso). I codici risultano utili quando la comunicazione verbale normale non Γ¨ sufficiente o non Γ¨ praticabile. Con un'opportuna codifica Γ¨ possibile descrivere realtΓ ben piΓΉ complesse del lessico del linguaggio naturale, come ad esempio un'immagine o una serie di suoni.
Con l'avvento dell'informatica e delle telecomunicazioni i codici hanno preso ulteriore piede per la mwsqtrasmissione affidabile e la mwsgcompressione dati, anche se giΓ all'epoca del mwswtelegrafo venivano usate delle parole in codice per trasmettere frasi di uso particolarmente frequente, ad esempio:
β’ BYOXO (mwtgAre you trying to weasel out of our deal? - Stai cercando di uscire dal nostro accordo?)
β’ LIOUY (mwuaWhy do you not answer my question? - Come mai non rispondi alla mia domanda?)
β’ AYYLU (mwugNot clearly coded, repeat more clearly. - Codificato male, per favore ripetere piΓΉ chiaramente).
Codice di GΓΆdel
In mwvqmatematica, la mwvgnumerazione di GΓΆdel Γ¨ alla base della dimostrazione del mwvwTeorema di incompletezza. In tal caso, l'idea consiste nel trasformare la notazione matematica in un numero naturale.
Note
cite-note-11. β Giuliano Vigini, mwxgGlossario di biblioteconomia, Editrice Bibliografica, 1986, pp. 35-36.
Voci correlate
β’ mwygCodifica di caratteri
β’ mwzaCodifica di sorgente
β’ mwzgCodifica di canale
β’ mwaaCodifica di linea
β’ mwagCodifica crittografica
β’ mwbaCodice sorgente
β’ mwbgInformazione
β’ mwcaComunicazione
Altri progetti
Altri progetti
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Collegamenti esterni